CASAPOUND RICORDA LA PROCLAMAZIONE DEL REGNO D’ITALIA – MA AL PARLAMENTO TORINESE SI PARLAVA IN FRANCESE
17 MARZO 2021 – Centosessanta anni fa veniva proclamato il Regno d’Italia. “CasaPound” di Sulmona ha celebrato questa ricorrenza. “Liberi non saremo se non siam uni”, è con questa frase di Manzoni che CasaPound Italia ha voluto celebrare l’anniversario dell’unità nazionale, affiggendo striscioni nei luoghi simbolo di centinaia di città italiane.
“In un momento di crisi come questo – dichiara CPI – ricordare l’Unità d’Italia non è un mero esercizio storico ma una dichiarazione di intenti: come nel Risorgimento, dobbiamo anche noi risorgere per rendere di nuovo grande questa nazione”.“La storia d’Italia – continua – affonda le sue radici in millenni di storia, cultura e identità, nell’unione di spiriti eroici che hanno sempre dimostrato quando il nostro popolo sia in grado di rinascere più forte anche nei momenti più bui”.“Oggi – conclude CPI – dobbiamo riscoprire quello spirito, quel moto di rivalsa e d’orgoglio e riprendere in mano i destini della nostra Nazione: nel centenario dell’unità, l’imperativo è risorgere. Risorgere ora!”.
Tutto condivisibile, ma la ricorrenza è sbagliata. Il 17 marzo 1861 a Torino il Regno di Sardegna diventava Regno d’Italia e la proclamazione, davanti ai deputati plaudenti, era in lingua francese. Pessimo inizio. I negazionisti della prima guerra civile d’Italia, fatta passare come lotta al brigantaggio e che vide impegnato un esercito di 120.000 soldati dal Piemonte alla conquista del Sud d’Italia in nove lunghi anni (altro che impresa dei Mille…), hanno addirittura negato le stragi di Ponte Landolfo e il carcere-sterminio di Fenestrelle, ma non possono negare che i Savoia parlassero francese pure quando diventavano re d’Italia. E meno di cento anni dopo dovevano scappare dopo aver consegnato l’Italia al fascismo e i giovani, eroici italiani alle lande desolate della Russia nella disperata impresa agli ordini dell’imbianchino austriaco alto un metro e settantacinque e rivendicatore della razza ariana.
E dire che il tricolore (senza lo stemma sabaudo) era la bandiera che al Sud voleva dire Italia.






