BISLACCO E SGRAMMATICATO RICORDO DELLA SINDACA
1 LUGLIO 2017 – Da Palazzo San Francesco viene diramata la seguente nota:
“Il Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a nome suo e dell’Amministrazione comunale tutta esprime profondo cordoglio per la scomparsa del caro Don Vittorio D’Orazio. “Una persona indimenticabile, dalla lunga esperienza, a cui in molti in città hanno dimostrato sempre stima e affezione. Sempre attento e puntuale, con Don Vittorio va via un pezzo di storia della nostra città. Il ricordo di sé e dei suoi insegnamenti resteranno sempre vivi nei cuori di ognuno di noi””.
Duole anche a noi di non incontrare più don Vittorio, che è stato protagonista del periodo della guerra e ancora di più di tutta la rinascita dopo le bombe, i lutti di chi non ha più rivisto giovani partiti per la Grecia, per l’Africa e per la Russia; di chi è stato fucilato solo perché ha rispettato l’insegnamento evangelico di aiutare chi aveva fame e sete.
Ma il cordoglio per la morte di don Vittorio è superato da quello della fine dell’Italiano nei comunicati della sindaca Casini. Rileggete questa: “Il ricordo (singolare; n. di r.) di sé e dei suoi insegnamenti resteranno (plurale; n. di r.) sempre vivi nei cuori di ognuno di noi”. Poi, semmai, il ricordo è di lui, perché se don Vittorio si fosse portato nella tomba il “ricordo di sé”, cioè di una cosa sua, avremmo potuto usare il riflessivo. E, se non guardiamo l’analisi logica e grammaticale, quel “resteranno sempre vivi nei cuori di ognuno di noi”. E quanti cuori ha “ognuno di noi” ? Dunque, andava scritto “nei cuori di tutti noi”. E, sempre con uno sguardo alla sostanza, si può dire di un sacerdote, come elogio massimo, che è stato sempre “attento e puntuale” o “dalla lunga esperienza” ? Tutto qua ? Un pizzico di spiritualità, un afflato di solidarietà ? Ma poi la sindaca perché non usa “affetto” e si sbilancia nella “affezione”, che, sì, vuol dire, in una delle diverse accezioni, sentimento grato, ma vuol anche dire “condizione patologica” ?
Niente, nel complesso sembra un prete che ha detto messa all’ora giusta, cioè puntuale, e senza pensare ai maccheroni che lo aspettavano, cioè attento. Ma non poteva essere un po’ più attenta, la sindaca, quando scriveva ? Oppure questo è il massimo ?






