TRAMONTA LA FIGURA DEL SENATORE A VITA, IEZZI RESTA AL PARCO

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6 AGOSTO 2014 – Procede speditamente l’approvazione delle riforme alla Costituzione, che dovrebbe “passare” entro dopodomani.

Decisivo il mutamento di strategia di SEL; se il contributo di Forza Italia faccia parte del patto del “Nazareno” non si saprà mai, perché in un regime democratico sembra normale che il principale colloquio tra un presidente del consiglio e un leader della quasi-opposizione rimanga senza una registrazione o un verbale o un testimone.

Danni ne farà molti questa pseudo-riforma della Costituzione. Ma un beneficio riguarderà sicuramente la Valle Peligna. Renzi ha eliminato la figura dei senatori a vita. Quindi Franco Iezzi , se vuole risultare parlamentare, deve essere eletto. Cosa che gli è riuscita a mala pena in una elezione comunale. E’ poco per dire che sia un extraparlamentare, anche se lo ricordiamo fianco a fianco con gli operai dell’area industriale combattere, nei cortei lungo il Corso, per la conservazione delle industrie e gridare slogan contro la delocalizzazione; oppure sui tetti di Palazzo San Francesco per sostenere la candidatura di Sulmona a capoluogo di provincia; oppure nelle lunghe settimane di digiuno quando fu trasferito il Reggimento fanteria Acqui (con i suoi 600 fanti non era una industria e quindi non competeva al Direttore del Nucleo proteggerla, ma per la città si fa questo ed altro, un politico non sta lì con il centimetro a perimetrare le sue aree di influenza).

Peccato perché, quanto a meriti, non doveva proprio invidiare il senatore a vita Mario Monti che, per giunta, gli assomiglia tanto perchè quando si presenta alle elezioni prende per sé percentuali da prefisso telefonico. Nel curriculum di Franco Iezzi (parliamo degli indiscussi meriti pubblici del manager prestato alla politica) c’è il Parco fluviale del Vella (hai detto “scànsati…”),  il rilancio della Banca Agricola e Industriale di Sulmona (se fosse stata solo industriale lui avrebbe fatto miracoli con le sue competenze, ma era pure agricola: che colpa gli si può attribuire?), le nuove concezioni del Piano regolatore di Sulmona ispirate, da assessore, ad una urbanistica della quale neanche oggi si capiscono le linee, ma verranno i tempi. Insomma, per avere un parlamentare della Valle Peligna dovremo contare ancora sul sistema della designazione dall’alto, come per Paola Pelino e poi far finta di votarla.

Mai una nomina che, come quella alla presidenza del Parco Nazionale della Majella, sia conseguente ai meriti preclari nel campo della tutala dell’ambiente e lasci perdere le volgari preferenze elettorali o le designazioni per meriti sconosciuti. Ma tant’è: fino a ieri si poteva fare, oggi non più.

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