“SENZA FAS, FERS E POR CELIDONIO AMO’ LA SUA SULMONA”

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Il sen. Michele Celidonio

Caro Direttore,

ho apprezzato molto l’articolo apparso nell’ultimo numero de  “il vaschione”  per ricordare la figura del Sen.  Michele Celidonio in occasione del  decennale della scomparsa.Chi come me ha avuto modo di frequentarlo negli anni 80 può testimoniare la sua lungimiranza nell’affrontare i problemi del territorio.  Aveva capito che lo sviluppo del nostro comprensorio, che cominciò a chiamare con il lessico  “Centro Abruzzo” per comprendere un’area più vasta del sola valle peligna, passa attraverso la valorizzazione delle risorse turistico- ambientale e culturale. Passo S. Leonardo ne fu la dimostrazione come pure, ad esempio,  il suo interesse per il ripristino del campanone dell’Annunziata e tante altre iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale della città di Sulmona e degli altri paesi del comprensorio.Non va sottaciuto che Michele Celidonio operò in un momento in cui non c’erano gli aiuti di Stato né quelli dell’Unione Europea per lo sviluppo del territorio.  Celidonio fu eletto al Senato della Repubblica nel periodo 68/72 quando la Regione non c’era o era appena istituita, quando gli aiuti economici previsti dall’Obietivo 1 dell’Europa  erano ben lontani, quando non c’erano i fondi FAS, i FERS o i POR.Non si può non provare rammarico al pensiero che oggi, con i mezzi finanziari a disposizione, Michele Celidonio, il “cafone” della valle peligna, come lui amava definirsi, con il suo impegno irriducibile e la passione per la sua terra, avrebbe sicuramente portato il territorio del centro Abruzzo ad un buon livello di sviluppo che oggi purtroppo stenta ad arrivare.

Cordialmente                                       Giulio Di Tommaso

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