LA SINDACA INVITA ALLA MANIFESTAZIONE MA TRALASCIA ALCUNI ASPETTI FONDAMENTALI
25 MAGGIO 2021 – Il sindaco Annamaria Casini chiama a raccolta i Comuni della circoscrizione del tribunale, gli Ordini professionali, nonché “tutti gli altri portatori d’interesse”, le associazioni di categoria, i sindacati, i Consiglieri comunali e regionali: “L’obiettivo – sostiene – oggi è prorogare i termini di chiusura al 2024 su cui sono stati presentati 4 emendamenti da parte di deputati di più parti politiche e ottenere poi una revisione della geografia giudiziaria per riportare definitivamente sui territori i servizi giudiziari essenziali ai cittadini. Questa è sempre stata una battaglia di tutti, che abbiamo portato avanti in questi anni in sinergia con i sindaci sempre in prima linea con l’Ordine forense e le altre istituzioni, consapevoli che la salvaguardia del nostro presidio giudiziario, strategico, tra i più efficienti e produttivi uffici italiani, sia fondamentale per l’intera area” continua il sindaco “E’ al centro, infatti, di un vasto territorio che comprende molti paesi di montagna, con distanze spazio temporali dal capoluogo di regione insostenibili, situato nell’area in cui insiste un carcere di massima sicurezza. La soppressione dei tribunali minori non produrrebbe risparmi economici, ma costi maggiori per le comunità e creerebbe solamente un enorme danno e disservizi ai cittadini. La battaglia e’ ancora aperta e si giocherà a Roma, dove i parlamentari abruzzesi dovranno portare a casa la proroga al 2024 della chiusura contenuta negli emendamenti presentati e lavorare poi per la salvezza definitiva dei 4 tribunali nell’ambito della revisione della geografia giudiziaria, che tenga conto dell’importanza, emersa ancor più in questo anno, dei servizi di prossimità. Chiedo al territorio di restare unito” conclude il sindaco “e auspico che tutti i portatori di interesse partecipino alla manifestazione istituzionale che svolgeremo a Sulmona sabato 29 maggio in contemporanea con le altre 4 città abruzzesi, per ribadire all’unisono la contrarietà dall’assurda decisione di voler chiudere i nostri tribunali, depauperando tutto l’Abruzzo meridionale di presidi di giustizia, e sostenere così l’azione dei nostri parlamentari che ci rappresentano nelle sedi legislative”.
La manifestazione si terrà il 29 maggio alle 10.30, davanti al Palazzo di Giustizia, nel rispetto delle norme anticovid, in concomitanza con quelle di Avezzano, Lanciano e Vasto, dove i tribunali sono stati pure soppressi.
Non è vero che questa “è sempre stata una battaglia di tutti”. A Sulmona non è di Forza Italia, nè del Pd, perchè i parlamentari di questi partiti nel 2011 (Paola Pelino, Maurizio Scelli, Giovanni Legnini) votarono per la legge che sopprimeva tutti i tribunali delle città non capoluogo di provincia, quindi anche quello di Sulmona, con le eccezioni che altri parlamentari riuscirono ad ottenere e che loro non provarono neppure a chiedere, perchè Legnini non sarebbe andato al Consiglio Superiore della Magistratura se avesse battuto i pugni come nel PD Giovanni Lolli li batteva quando si trattava di cose che riguardavano L’Aquila e votò contro; perchè Paola Pelino non sarebbe stata confermata quale candidata al Parlamento nelle elezioni successive; perchè Maurizio Scelli era impegnato a far valere diversamente le proprie aspirazioni alla corte di Berlusconi. Non è stata una battaglia di Andrea Gerosolimo, quando era assessore regionale alle “aree interne”, ove per tali si debbono intendere probabilmente Sulmona e Avezzano. Non ha promosso una riunione che fosse una per segnare l’impegno della Regione su questo fronte, anche solo per promuovere, con altre regioni, una legge statale per abrogare, almeno in parte, quella approvata da Pelino & C.

Non è vero che sia stata mai una battaglia dei Sulmonesi, che hanno rieletto Paola Pelino alle elezioni successive e non Maurizio Scelli solo perchè non si ripresentò; e votarono anche il Pd, che quel fenomeno di legge impose a tutti i non-Lolli del partito.
Quindi, se il tribunale si chiude è perchè l’hanno voluto i Sulmonesi e i loro rappresentanti e implorare adesso un’altra proroga significa solo prorogare l’agonia, che non è uno spettacolo accettabile per tutti i professionisti (avvocati, ingegneri, medici, geometri) che investono sulle proprie attività a loro volta incentrate sul tribunale. Quelli di loro che sanno di valere si tufferanno nel nuovo mare costituito dal tribunale dell’Aquila, senza costringersi allo stagno via via privato dell’ossigeno; quelli che hanno votato i parlamentari che hanno soppresso il tribunale andranno ad elemosinare proroghe e sguazzeranno nella città che hanno condannato.






