ERA UN COMUNE FELINO, MA HA ASSORBITO L’ATMOSFERA DEL CENTRO STORICO
15 MARZO 2022 – Altro che ripresa dopo il Covid. L’immagine della città è tutta contenuta nel tranquillo riposo di questo gatto dietro Piazza XX Settembre. Sta nel cortile dove prima Ettorino Del Monaco parcheggiava i suoi taxi e dove adesso i rari negozianti della cinta urbana lasciano i loro suv, sproporzionati alle dimensioni delle strade e del fatturato. Di fronte ha il Liceo che perde pezzi al disgelo come la perestroika. Di fianco ascolta i rumori dell’ennesimo adattamento a discoteca di una storica scuderia dei marchesi, che poteva essere un’attrattiva turistica e sarà una comunissima cicchetteria a basso costo e infime pretese. Non spaventa neppure più i piccioni, che gli svolazzano sopra e lo hanno ridotto a ripararsi nell’androne dove prima qualcuno vegliava sulle auto che entravano e uscivano sotto l’insegna del noleggio “con o senza autista”. Gode del silenzio di un centro relazionale, la Piazza XX Settembre, che ha lasciato solo anche Ovidio.
Intanto, le misure per dare nuovo smalto alle iniziative commerciali del centro languono; la defiscalizzazione è troppo impegnativa finanche a leggerla d’un fiato. Il Pnrr sarà assorbito dalle revoche delle accise su gas, gasolio e benzina per togliere il nodo scorsoio a padroncini e pescatori. Mentre riflette, considera che l’Alta Velocità sulla Roma-Pescara è stata veloce come una meteora, tanto da indurre il felino a diventare gattopardo perché tutto resti com’era (e sarebbe già un successo, vista la Sulmona di un secolo fa o quella degli anni Settanta).
Vicino a lui, sulla strada che dal Comune porta a Piazza XX Settembre, si erano appostati tre giovanissimi mici che, prima di diventare gattopardi, hanno preferito emigrare.







