CENT’ANNI FA IL PRINCIPE AZZURRO SI AFFACCIAVA ALL’ALBERGO LANCIA

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UNA LAPIDE NEL BAR GIARDINI RICORDA IL PERNOTTAMENTO DI UMBERTO DI SAVOIA A SULMONA

18 APRILE 2024 – Appariva ancora felice cent’anni fa, il 18 aprile 1924, il Principe Umberto di Savoia, quando soggiornò all’Albergo Lancia, davanti alla attuale Villa comunale e lungo il viale che era intestato al nonno. E non perchè ancora non si abbatteva sui giardini pubblici la furia dei tagli di due mesi fa; quanto perchè era proprio il principe azzurro delle favole, slanciato al contrario del padre, perfetto nell’elegante saluto militare come sottolineava Carlo Lizzani in una serie di filmati storici più di trent’anni fa (ma solo per peggiorare, nel confronto, l’immagine delle camicie nere che il futuro re passava in rassegna). Si affacciò dal balcone della sua camera come il bisnonno 64 anni prima si era affacciato dalla Villa Raffaele, alla Badia, mentre andava a raggiungere Garibaldi vicino a Teano per fermarlo e tranquillizzare l’Europa sulle mire del Regno di Sardegna.

Il principe Umberto, poi re per un mese con il nome di Umberto II, appariva felice perchè la Storia gli aveva assegnato il destino di una nazione in ripresa, uscita dai torbidi del dopoguerra. Non si profilavano le tragedie che avrebbero colpito la sua famiglia, con la morte in campo di concentramento della sorella Mafalda, l’abdicazione del padre dopo lo sfacelo della seconda guerra mondiale, il distacco dalla moglie Maria Josè, nipote di Maria Sofia che aveva accompagnato in esilio l’ultimo Re delle Due Sicilie, Francesco II.

Il proprietario dell’albergo volle durevolmente ricordata la lieta ventura che l’onorò di tanto ospite” recita ancora, nel centenario, la lapide all’interno di quello che adesso è il “Bar Giardini”. E c’è riuscito, almeno per i primi cento anni, sebbene sia scomparsa la monarchia e il Re abbia vissuto in solitudine fino al 1983, quando è morto il giorno dopo l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (in lingua francese davanti al Parlamento di Torino e prima della dissennata conquista del Sud con lo scannamento di migliaia di giovani meridionali nella prima guerra civile dello Stato unitario e nonostante al Sud si fosse già adottato il tricolore italiano).

Ma la lapide lo ricorda nei suoi splendidi vent’anni, quando era principe ed era soprattutto azzurro.

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