COMPLEANNO DI D’ANNUNZIO IL 17 MARZO A PESCARA

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8 MARZO 2012 – Gabriele d’Annunzio era nato tre giorni prima e 1900 anni dopo Ovidio: nel senso che vide la luce il 17 marzo 1863, mentre il Vate sulmonese era nato il 20 marzo del 43 avanti Cristo. Un arco di tempo che non impedì al Gabriele degli Abruzzesi di collegarsi ad Ovidio e di sentirsi unito alla terra peligna dai corsi di acqua che scendono dal centro Abruzzo fino alla “marina”.

Si veda, a proposito, l’articolo “D’Annunzio e Ovidio; nati nella stessa terra irrigua”, nella Sezione “Ovidio” di questo sito). E tanto amava le “Metamorfosi” da considerarle ancora in… trasformazione, vive, per ribattezzarle “Trasfigurazioni” (altro servizio, nella stessa Sezione) . E mentre Sulmona, per iniziativa della titolare della biblioteca e centro di studi ovidiani, Rosanna D’Aurelio, ha riscoperto da qualche anno l’idea di festeggiare il genetliaco del Nasone, Pescara scende in campo in grande stile.

Sabato 17 alle ore 11,30 presso la Sala Michetti dell’Aurum, Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara, Giordano Bruno Guerri presidente del Vittoriale degli Italiani, Annarita della Penna direttrice dell’Aurum, Toti Carpentieri critico d’arte, Matilde Tomassini preside del Liceo Artistico Bellisario Misticoni e l’artista Anna Seccia con il coordinamento di Anna Tagliaferri parleranno di questi quasi 150 anni di dannunzianesimo, che si è allargato a dismisura dai confini del villaggio che gravitava attorno al bagno borbonico, per raggiungere tutto il mondo letterario e per fare tappa in quel “Vittoriale degli Italiani” a Gardone dove il mito e le velleità di d’Annunzio furono sopportate dal Regime, nell’esilio d’oro al quale quest’altro Vate fu destinato.

Sarà anche l’occasione di presentare alla città l’installazione pittoscultorea “l’uovo della collettività” ideata da Anna Seccia per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’opera che verrà inaugurata è l’ultimo intervento del processo di Global Art sociale-collaborativo iniziato dall’artista nel 2011 e che va a concludere la sua installazione “Opera aperta” che l’anno scorso è stata tra le protagoniste della mostra “Lo stato dell’arte/Abruzzo”: un’iniziativa speciale ideata dal Padiglione Italia per la 54esima Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, che ha avuto luogo presso l’Aurum fino a novembre 2011.

“L’uovo della collettività” è un’installazione complessa composta da quattro parti e da più di 1000 uova dipinte a mano, realizzate con la collaborazione degli studenti del Liceo artistico “Bellisario-Misticoni” di Pescara, coinvolti dall’artista in una lectio magistralis per interpretare attraverso la libera creatività e cooperazione il “senso” della sua opera presentata alla Biennale di Venezia. Tutti gli elementi riuniti nella pittoscultura rappresentano il tema della Creazione, della Rinascita e dell’Unità, pensando alla ricorrenza del centocinquantenario.

L’opera si identifica nelle sue quattro parti componenti (singolarmente autonome), da una parte nell’uso di un elemento altamente simbolico e referenziale come l’uovo e nella sua complessa e articolata costruzione, dall’altra nell’affermazione del concetto dell’unità dell’opera d’arte, intesa come forma globale composta da più elementi, in analogia, quindi, a quello del Paese Italia, nato dall’unione di più popolazioni e dalla condivisione dell’ideale di patria, intendendo la condivisione come il massimo arricchimento possibile nella vita di un individuo e di una Nazione.

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