PER PENSARE ALL’AEROPORTO DI PRETURO L’ABRUZZO PERDE QUELLO DI PESCARA

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18 LUGLIO 2019 – “Insieme alla Regione, ai deputati abruzzesi e al sottosegretario di Governo Gianluca Vacca che ho già allertato noi difenderemo la linea di Linate fino all’ultimo e anzi aggiungo che chiederemo un maggiore impegno dell’Alitalia per Pescara, Perugia e Ancona, su Roma, Torino e Milano”. Lo ha detto Enrico Paloni, presidente della SAGA, che gestisce l’aeroporto di Pescara.

C’è il rischio concreto, se non la certezza, che il volo per Milano venga soppresso. Allora andrebbe chiesto agli artefici dell’”aeroporto internazionale dell’Aquila” (in località Preturo e al posto di una pista già usata per gli alianti) se sia stato giusto spendere oltre un miliardo di euro per una struttura che è servita solo al volo inaugurale da L’Aquila a Roma, con a bordo il sindaco dell’Aquila, Cialente che ha pure con arroganza difeso questa scelta scellerata sotto il profilo economico. Se sia giusto, cioè, che una Regione debba puntare le sue risorse su una pista per alianti diventata, con gli strilli del dopo-terremoto per ottenere tutto e subito al capoluogo, aeroporto internazionale e usata anche per interrare macerie del terremoto, lasciando il vero suo aeroporto, esistente da decenni, ad annegare nelle difficoltà che riguardano tutti gli aeroporti piccoli e piccolissimi sparsi in Italia. E questo non vale solo per l’aeroporto (che, tra l’altro, serve un bacino di traffico di tutta la regione e non solo gli abitanti di Via Strinella o di Piazza Duomo): vale per tutte le infrastrutture regionali, che oggi sono compresse dalle esigenze dell’Aquila per una ricostruzione che è cervellotica, costosissima e disorganica.

Così l’Abruzzo perde i progetti faraonici del suo capoluogo e anche le realtà degli altri tra capoluoghi; il tutto perché chi si oppone a questo scempio commette lesa maestà e non onora i morti del terremoto. Fino a quando durerà questa modesta furbizia?

Nella foto del titolo: un aereo dell’Alitalia

 

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