RETTIFICA E REVISIONE TRA GLI INCANTI D’ABRUZZO NARRATI DA UGO OJETTI

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A VILLETTA BARREA GLI INTERVENTI DI STEFANO PALLOTTA E GIUSEPPE GUASTELLA SU UN LIBRO E UNA ANTICA ASPIRAZIONE ALLA VERITA’

25 AGOSTO 2023 – L’antico e ricorrente tema della correzione per notizie che possono denigrare, sminuire, anche solo tratteggiare una immagine diversa, non si risolverà con una produzione vulcanica di codici deontologici: la figura del giornalista, rispetto a quella del blogger, oppure del puntiglioso partecipante alle chat e ai commenti in coda ai quotidiani online, sarà valorizzata solo dalla selezione delle fonti. La valutazione e la preferenza di una fonte sull’altra è il lavoro nel quale il giornalista acquista o perde la sua credibilità. E per questo, se anche si ridurranno numeri e copie delle testate stampate, la società avrà comunque bisogno di giornalisti che professionalmente sceglieranno le loro fonti e ne risponderanno in prima persona.

Con questa analisi il Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta (nella foto del titolo a sinistra, in una fase della conferenza, insieme a Giuseppe Guastella), ha concluso ieri il dibattito che, dalla presentazione del libro di Ugo Ojetti “Una settimana in Abruzzo”, ha spaziato nell’universo affascinante dell’arte, o professione, o mestiere del giornalista, per una variante introdotta su una possibile interpretazione delle parole attribuite da Dante Alighieri a Manfredi di Hohenstaufen, il guerriero che chiede una rettifica e si premura di affidarla al sommo poeta per il suo rientro nel mondo dei vivi.

Pallotta si è confrontato con il giornalista Giuseppe Guastella, che nel 1989 mosse i primi passi a Sulmona nella redazione de “Il Tempo” di Corso Ovidio 135 e ora si trova in Via Solferino, da dove ha raggiunto più volte la redazione di New York e che recentemente è stato per tre mesi a Bruxelles a capire l’orrore del sistema giudiziario belga sulla questione del “Catar gate”. Il giornalista del Corriere della Sera ha cercato di individuare metodi apprezzabili per garantire la pluralità di versioni, o quanto meno una adeguata tutela del diritto di rettifica: come si fa in America sui giornali online, ove si modifica la notizia errata (o ritenuta tale da chi vuol correggere), ma si appone una nota per riportare la versione precedente, in modo che il lettore possa partecipare e comprendere l’evoluzione dell’articolo.

Il Presidente dei giornalisti abruzzesi ha poi fatto il parallelo tra il giornalista e lo storico, entrambi necessariamente dipendenti dalle fonti. Ma ha sottolineato come per lo storico si debba parlare di revisione e non di rettifica.

L’incontro, al quale ha partecipato l’editore Ianieri, ha riservato anche la lettura di brani di grande valore sociologico, storico, cronicistico (in una parola: di giornalismo) per i preziosissimi spunti di Ugo Ojetti in terra d’Abruzzo. Ha rivolto un saluto tutt’altro che di prassi la sindaca Giuseppina Colantoni; era presente anche il consigliere comunale di Sulmona, dott. Maurizio Proietti, nel generoso tentativo di valorizzare il rapporto di un capoluogo di circondario con una realtà densa di contenuti importanti pur se a un’ora e mezzo di macchina. O forse solo per una giusta esigenza di maturazione culturale al di sopra delle divisioni territoriali.

Nella foto in basso il medaglione dello scultore Pollio per il Congresso della Federazione della Stampa nel 1978 a Pescara.

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