UN RIVOLO DEL VASCHIONE NELLE STANZE MINISTERIALI

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25 GENNAIO 2023 – Viene da un Sulmonese che si definisce esule e che per questo celebra nel suo cuore la Sulmona che ha lasciato ormai da cinquanta anni per il Ministero del Tesoro, e ascendere lustro dopo lustro nella carriera dirigenziale, una cortese lettera che volentieri pubblichiamo:

“Gentile Avvocato, La ringrazio per  il suo dono che, per il cortese tramite di Panfilo Spinosa – sempre impagabile – ha voluto inviarmi. In questo momento si affollano i ricordi di tante piacevoli letture del Vaschione: mi sovvengono, in prima istanza,  la storia bella e tenera di mamma e papà in tempo di guerra e l’amarezza da Lei provata quando Sulmona accolse con indifferenza il nostro maestro di diritto civile Pietro Rescigno, di fama europea, che proprio in questo mese ha festeggiato il suo 95°compleanno. Mi piace la sua prosa sempre brillante, talvolta venata di sottile ironia,  orientata sperabilmente ad educare le persone all’esercizio della ragione. Mi piace, altresì, il nobile tentativo di restituire verità storica  a coloro che subirono ingiustamente vessazioni, sofferenze, carcerazione e addirittura la morte. Oggi la versione cartacea contiene una miniera di  argomenti di rilevante interesse, il primo dei quali la splendida  descrizione del periodo  svevo,  quando la nostra città segnò il punto più alto della sua storia millenaria. A catturare la mia attenzione e le mie emozioni è lo stile dello scrittore, da un lato lieve e armonioso, dall’altro  tenacemente volto alla ricerca della verità e di nuovi stimoli culturali nella prospettiva di restituire alla nostra valle un ruolo dignitoso. Rendo omaggio allo scrittore e al giurista. Saluti cordiali 

Giulio Di Clemente, esule a Roma, da oltre un cinquantennio, ma sempre legato alle mie radici, rinverdite dal Vaschione”

Il “dono” era una copia del Vaschione con spillata la cartolina con il sovrano svevo. E in queste parole di sincero spirito sulmonese è spiegata la circostanza che “Il Vaschone” è gratuito: serve a collegare sulle sponde di un ideale rivolo di acqua sgorgante dalla Fontana del Vecchio, tutti i Sulmonesi che da Ovidio in poi si accontenterebbero nella loro relegazione di un orticello, pur senza ambire a trasferirvi “le belle contrade della terra peligna“.

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