L’EDITORIA S’E’ FERMATA CON LUI

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CINQUANTA ANNI DALLA SCOMPARSA DI ANGELO MARIA SCALZITTI, EDITORE E GIORNALISTA – INTRAPRESE LA PUBBLICAZIONE DI “LA CITTA’ DI SULMONA”, CINQUE VOLUMI SCRITTI DA FRANCESCO SARDI DE LETTO – “CIRCOLO LETTERARIO” E “IL CORRIERE DEL GIORNO” LE SUE CREATURE – CON IL LIBRO-INCHIESTA “IL ’43” SVELO’ I MESI DELLA GUERRA A SULMONA E NELL’ALTO SANGRO

I GIUGNO 2025 – Si compiono oggi cinquant’anni anni dalla morte di Angelo Maria Scalzitti. Aveva 43 anni, riversava tutte le energie dell’età e della grande cultura nella sua attività, perché era tra i fondatori del “Premio Sulmona”, propulsore del “Pescara jazz” con la sua rivista; ma soprattutto era un editore, non solo un giornalista. Editare vuol dire scommettere sui contenuti dei libri e dei giornali che si stampano, non limitarsi a formulare ipotesi e a discettare sul bello e sulla morale. Significa essere imprenditori senza aspettarsi grandi guadagni se si rimane coerenti con un’impostazione alta. Angelo Scalzitti tutto questo ha fatto con il sorriso sulle labbra, lasciando che trasparisse una forte carica di ottimismo; perciò circondandosi di giovani, che forse alle persone forti danno più forza, o almeno il nutrimento per fare quello che agli altri pare faticoso, ultroneo, visionario.

Il binomio della rivista trimestrale “Circolo letterario” e del meno impegnativo “Il Corriere del giorno” avrebbe spaventato chiunque, in particolare tra le fine degli anni Sessanta e i primi cinque dei Settanta, quando i costi erano molto più alti di adesso: quando una zincografia (metodo e materiale per stampare fotografie) costava quanto costa una pagina e i titoli andavano ancora composti accostando a mano i caratteri. Sul “Circolo” si scriveva degli avvenimenti di un mondo culturale costellato di studiosi di calibro e il “Corriere” sfornava cronaca, non giornaliera certamente, ma che non sfioriva durante le settimane di attesa tra la scrittura, il menabò e la sbuffante stampatrice.

Incontrò uno per uno i protagonisti della primavera di trenta anni prima, quando tedeschi e anglo-americani si affrontarono in città e sull’Alto Sangro. Ne fece “Il ’43”, libro-inchiesta, seguendo una impostazione non preconcetta e non ideologica.

Come tutti i grandi imprenditori non vedono la conclusione del loro progetto perché è più grande di un uomo e della sua vita, delle sue energie, del suo tempo, Scalzitti non ha visto il compimento del suo più grande progetto: la stampa di tutti i volumi del monumentale “La Città di Sulmona”, gesto di affetto di Francesco Sardi de Letto per la sua città e atto di coraggio di Scalzitti editore, come de Letto definì l’impresa. Ma adesso i cinque volumi di “Impressioni storiche e divagazioni” (il sottotitolo attestante la virtù della modestia) sono lì a testimoniare il passato di una città che li merita tutti e che dovrebbe essere celebrata (o almeno amministrata…) come la città più abruzzese di tutte, insieme a Lanciano (definizione di Raffaele Colapietra, aquilano onesto).

Qual è stata la retribuzione per tanto amore versato nella vita? A suo tempo, una garbata e quasi affettuosa lettera di Ennio Flaiano, come quelle che uno spirito tormentato e acuto, sempre altissimo, si riservava di indirizzare a chi riteneva suo pari. Cinquant’anni dopo, inoltre, il ricordo di chi ha avvertito per pochi mesi lo spirito alto che un ambiente cittadino sapeva a quel tempo soffiare sui giovani.

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