OVIDIO SOCCOMBE ANCHE DI FRONTE AL COGESA

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DIROTTATI I FONDI PER LA CULTURA

29 APRILE 2019 – Il Comune fa sapere che saranno ridotti i fondi per le associazioni culturali, perché occorre incrementare la tenuta del verde e in genere l’assetto delle strade e degli edifici scolastici. Lo ha detto l’assessore Stefano Mariani, che ha fatto anche rilevare che “nessuno ha la bacchetta magica”.

Traduciamo per i meno esperti: servono soldi al COGESA, ente amministrato dai seguaci dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo (che ha fatto eleggere la sindaca di Sulmona) e, quindi, si prendono alla cultura, secondo quelle antiche impostazioni efficaci per le nobili famiglie in decadenza, nelle quali i primi a fare le valigie erano i precettori dei giovani virgulti. Per quanto ci riguarda, siamo sempre dell’avviso che le associazioni culturali, prima di poter contare sul ripetitivo contributo del Comune, debbano dimostrare di saper sostenere un valido programma, il che non accade per il 90% delle contribuzioni, come si dice “a pioggia”. Ora: per il concorso internazionale “Caniglia” siamo abituati alla pantomima dei dirigenti che un paio di mesi prima lanciano l’allarme, annunciando che la rassegna sarà soppressa per mancanza di fondi; un mese prima della manifestazione interviene la Fondazione Carispaq, che assicura un contributo, più o meno equivalente al costo della pubblicità su “Il Centro” che riesce a rimediare nei giorni successivi all’annuncio, quando intere pagine vengono dedicate (almeno negli ultimi due o tre anni) al miracoloso recupero.

E va bene.

Ma per iniziative come il “Certamen Ovidianum” il rischio di estinzione c’è davvero e non ci sembra giusto che questa deviazione di fondi debba penalizzarle. Quando “Il Vaschione” ha promosso e pagato l’”ouverture” delle celebrazioni del Bimillenario nell’agosto 2016 (rivelatasi “ouverture” che conteneva in sè già la chiusura perché non ce ne sono state altre fino ad oggi, essendo tutti in attesa dei 700.000 euro della legge approvata dopo il Bimillenario) non abbiamo chiesto soldi a nessuno e ogni intellettuale veramente autonomo dovrebbe contare su altro rispetto ai fondi pubblici. Anche perchè si sa come vengono organizzati i comitati di celebrazioni, sorti per designazione politica.

E va bene anche questo, anche se la realtà dimostra che vale solo a Sulmona e non a L’Aquila, dove i fondi pubblici si dilapidano anche solo per celebrare i dieci anni dal terremoto, con eventi di valenza prossima allo zero.

Ma che, alla fine, tutto il risparmio debba servire a pagare al COGESA quello che normalmente deve fare in condizioni di normalità e non per interventi straordinari sembra davvero paradossale. Possibile che a Sulmona debba rimetterci sempre Ovidio?

Di questo passo, per assecondare la cordata dell’ex assessore si finirà con il dirottare soldi anche verso il famoso ponte sul Giovenco, che un giorno sì e l’altro pure viene citato nei comunicati del Presidente della provincia, messo pure lui là da Gerosolimo. E magari quei soldi saranno presi dal progetto per la riparazione del Liceo Classico (“Ovidio”, s’intende…) 

 

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