UN CONVEGNO PER IL DE PROFUNDIIS SULLA FERROVIA

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TRANSIBERIANA E CANDIDATURA A CAPITALE DELLA CULTURA PER SVIARE L’ATTENZIONE DALLA COSTRUZIONE DELLA BRETELLA CHE ESCLUDE LO SCALO SULMONESE DAI COLLEGAMENTI TRA L’AQUILA E PESCARA

12 NOVEMBRE 2022 – “Sulmona candidata capitale alla Cultura e già capitale del turismo ferroviario” è il tema del convegno che si terrà oggi pomeriggio dalle ore 16 al teatro “Maria Caniglia”. L’evento è promosso dalla “Fondazione Ferrovie Storiche” e patrocinato dal Comune di Sulmona. Il direttore generale della Fondazione, Luigi Cantamessa, parlerà del “turismo ferroviario come opportunità di rilancio culturale ed economico per i territori e borghi italiani con un nuovo modello di mobilità slow”. Sarà presente, tra gli altri, il presidente della giunta regionale Marco Marsilio. Il sindaco Gianfranco Di Piero terrà una relazione.

Coincidenza più beffarda non poteva esserci: ieri l’altro “Il Centro” riferiva dell’inizio dei lavori della “bretella di San Rufino” che taglierà la stazione di Sulmona dal collegamento ferroviario L’Aquila-Pescara per il risparmio di dieci minuti nella percorrenza tra le due principali città abruzzesi.

Per chi non crede nelle coincidenze, si potrà osservare che la grancassa della “Transiberiana” serve oggi a soddisfare una ulteriore “compensazione” per il territorio al quale si toglie qualcosa di vitale o si aggiunge qualcosa di mortifero: di “compensazione” si è parlato dopo la definitiva approvazione del progetto per la centrale di spinta della Snam. Con altra locuzione oggi si qualificherà il modesto indotto che i trenini del fine-settimana portano con le bancarelle dello slow food. Il parallelo con la candidatura di Sulmona a capitale della cultura conferma che nell’effimero contenitore di questo parzialissimo progetto si può mettere di tutto, come quando gli alunni impreparati per l’interrogazione aggiungono cose strambe sugli autori che non hanno studiato. Sarebbe stato meglio che si facesse direttamente un convegno sul film “Com’era verde la mia valle”, che avrebbe avuto contenuti culturali di molto superiori all’accostamento della “transiberiana” da Mosca a Vladivostok con la pulce Sulmona-Carpinone.

Significativa, del resto, sarà la presenza di Gianfranco Di Piero, che da un anno a questa parte si è distinto per le orazioni funebri ai funerali: e potrà riservarne per il traffico ferroviario allo scalo sulmonese proprio in relazione alla bretella che è stata anch’essa “compensata” con l’ammodernamento della stazione ormai sovradimensionata per il volume di passeggeri che dovrà assorbire. C’è molto da celebrare funereamente e la sua analisi, se vorrà essere realistica e aliena da paracule enunciazioni di velleità sulla Roma-Pescara ad alta velocità, dovrà essere un de profundiis. Appunto.

L’unico motivo di interesse può venire dalla presenza di Marco Marsilio, non tanto per il compiaciuto messaggio al futuro della “Transiberiana” (scontato come la predetta funzione funerea), quanto proprio per verificare l’atteggiamento della Regione sulla Valle Peligna, anche soltanto nel settore trasporti; e senza affrontare, per decenza, il tema di rifiuti, sanità e altre competenze regionali, per le quali non ci sono compensazioni che reggano. Metterà di tutto, come gli studenti impreparati colorano la trattazione di autori che non hanno letto. Ma speriamo ci sia qualcuno che dai palchi del “Caniglia” abbia ritrovato il gusto di fischiare. Soprattutto se ardirà a scegliere dal suo repertorio di espressioni grevi

Invece di celebrare la lentezza, Marsilio dovrebbe avere un progetto per i trasporti regionali