MARSILIO DEI TRIBUNALI PARLERA’ IL GIORNO DOPO DELLE ELEZIONI

456

LA STRATEGIA COMUNICATIVA DEL CHURCHILL D’ABRUZZO IN UNA CHAT DEGLI EREDI DELLA FIAMMA DI ALMIRANTE E BORGHESE FERVIDI ALLEATI A SULMONA DELL’ANTIFASCISMO

16 FEBBRAIO 2025 – La mattina del 4 agosto 2022 Marco Marsilio, presidente della giunta regionale d’Abruzzo, inviava un messaggio nella “chat” condivisa con alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia per spiegare il suo modo di intendere il rapporto con gli elettori: “Alcune soluzioni vanno fatte ma non annunciate. Piaccia o non piaccia se adesso in Abruzzo mi mettessi a dire che dobbiamo trivellare nell’Adriatico scateniamo tutti i sindaci della costa compresi i nostri come accade a Piombino contro le trivelle e contro il partito”. Nel pressappochismo che lo caratterizzava e lo caratterizza, Marsilio confondeva, per Piombino, le trivellazioni con il rigassificatore, ma è alla sostanza del suo atteggiamento che occorre guardare: “Certe cose si fanno il giorno dopo le elezioni, quando hai cinque anni davanti per riassorbire le proteste e dimostrare che magari erano fondate su paure ingiustificate e soprattutto avendo avuto il tempo di far piovere anche i benefici e le compensazioni economiche per i territori”.

Lo rivela il libro “Fratelli di chat”, che arriva in questi giorni per la penna di Giacomo Salvini e le edizioni PaperFirst (pagg. 1-334, euro 17,00).

Pensava di manifestare, con la grettezza e la distanza dall’Italiano che lo animano, una strategia da politico consumato nella real politik, tanto da riscuotere l’adesione di Edmondo Cirielli (un minuto dopo) e Guido Crosetto (dieci minuti dopo), proprio lui che tre anni fa rimproverava agli avversari di “prendere in giro i cittadini di Sulmona e della Valle Peligna” ed esortava il Pd, per coerenza, a votare “la sfiducia al ministro Cingolani e al governo Draghi

Ovviamente non sapeva che avrebbe fatto terra bruciata intorno alla posizione del suo partito sui tribunali abruzzesi.

In particolare, nelle elezioni comunali di Sulmona, se adesso si… “mettesse a dire” che la legge per la loro conservazione non sarà approvata prima della fine di dicembre, scatenerebbe tutti i quattro sindaci, compreso quello che sarà eletto per la Destra fascio-socialista di Sulmona e che, infatti, ha già annunciato, nella polemica con il sen. Fina del Pd, che si dimetterà se il tribunale non sarà salvato. Marsilio, per questo, da Churchill della regione circondata da tre mari (più dell’isola dello stratega della seconda guerra mondiale) consiglia di non dire, perché “certe cose si fanno il giorno dopo le elezioni”. Che Tirabassi si dimetta sei mesi dopo le elezioni gli importa poco, perché il serbatoio di voti di Fratelli d’Italia è L’Aquila, dove la tattica delle “compensazioni” ha svolto il suo ruolo, dati anche gli appetiti degli aquilani.

Quanti voteranno per Fratelli d’Italia a Sulmona dovrebbero chiedersi perché Marsilio il suo “outing” da strategia politica non lo fa nei convegni, nelle piazze e sulla stampa e, invece, scrive queste cose in una “chat” che credeva estesa solo ai plaudenti compagni di partito. Compagni, proprio così, e non più camerati: c’è dell’ironia nella coincidenza del termine sinistrorso in tempo di alleanze tra Luca Tirabassi di tradizione socialista e scopertamente antifascista, Andrea Gerosolimo, fino a qualche anno fa assessore della giunta regionale di sinistra, e coloro che verranno a parlare a Sulmona con il simbolo della fiamma che si erge dalla bara di combattenti della Repubblica Sociale Italiana, cioè l’immagine che Meloni e La Russa hanno voluto conservare nel logo di Fratelli d’Italia. E’, del resto, l’immagine che vollero per il Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante e Junio Valerio Borghese, Medaglia d’Oro al Valor Militare e fratello del Principe di Sulmona, Camillo.

Non è certo se, in nome della real politik, anche questo legame della città con un suo eroe sarà rinnegato nella campagna elettorale che va ad incominciare e se anche a Sulmona Giorgia Meloni verrà a scagliarsi contro le… “zecche comuniste”.

E’ certo, invece, che della soppressione del tribunale si parlerà secondo le linee del Churchill nostrano, cosicchè dal I gennaio 2026 il Ministero di Giustizia porterà i fascicoli del tribunale all’Aquila e Sulmona si dovrà scegliere un altro sindaco, con ciò dimostrando che non ci saranno i cinque anni per coglionare gli elettori e neppure per provvedere con le compensazioni.

Nella foto del titolo: i necrofori si recano a prendere il tribunale di Sulmona. In quella in basso: Marco Marsilio

Marco Marsilio
Please follow and like us: