ADESSO DICONO TUTTI IN CORO: “MAI PIU’ UN PRESIDENTE COME FRANCO IEZZI”

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MA QUANDO SI ERA ANCORA IN TEMPO NESSUNO HA FATTO… ECO ALLE PREOCCUPAZIONI ECOLOGICHE DEL VASCHIONE

25 SETTEMBRE 2017 – Si è formato un movimento di opinione massiccio e al tempo stesso articolato sulla presidenza del Parco Nazionale della Majella. Una serie di comitati e associazioni spontanee (Dalla parte dell’orso, Altre Menti, Comitato ambiente Sulmona, Orsa pro Natura, Giustizia per il Morrone) chiede che il prossimo presidente non sia nominato in base a preferenze e patronati politici. Ma fa anche l’analisi della sconcertante presidenza di Franco Iezzi:

Le vicende recenti e tristemente note  relative agli incendi che per ben tre settimane hanno devastato la montagna del Morrone situata a pochi metri dalla sede del  Parco Nazionale della Majella e conosciuta in tutta Italia non solo per le emergenze naturalistiche ma per essere il luogo sacro di Celestino V hanno dimostrato la totale incapacità a prevenire ed agire da parte dell’ Ente Parco Nazionale della Majella – PNM.

Mancata attuazione del Piano Antincendio boschivo, assenza di sorveglianza e di coinvolgimento del volontariato, Presidente e Direttore f.f. e funzionario responsabile dell’ AIB  in ferie al mare durante la prima settimana dell’ incendio sono solo alcuni degli elementi che hanno dimostrato ulteriormente quanto la gestione di un Parco nazionale se non affidata a persone competenti sia fallimentare non solo per l’ obiettivo primario della conservazione della biodiversità ma anche per le finalità di corretta valorizzazione delle risorse e di vero ecosviluppo.

Fin dalla nascita di questo Parco, se si esclude un breve periodo in cui alla presidenza venne nominato l’ex Direttore Generale del Corpo Forestale dello Stato dott. Giuseppe Di Croce artefice della nascita del Parco stesso e noto  esperto, si sono avvicendati presidenti dotati di curricula politici senza alcuna conoscenza del territorio e men che meno dei concetti più elementari della conservazione e dell’ecosviluppo.

Il caso più emblematico riguarda l’attuale presidente Dott. Franco Iezzi, classe 1941, laureato in economia e commercio che per oltre 42 anni ha diretto il Consorzio Industriale di Sulmona, dalla semplice e veloce lettura del cui curriculum si evince la totale estraneità del medesimo da ogni tematica che riguardi la mission di un Parco.

Come se ciò non bastasse il Direttore facente funzioni ( part-time da 4 anni) del PNM è stato nominato senza alcun rispetto della norma che detta le regole per tali incarichi ( art. 9 comma 11 L.394/1991 e ss. mm. ii.) e che affida solo a Lei Signor Ministro l’ incarico di nomina mediante l’ emanazione di apposito Decreto.

In considerazione della prossima scadenza del mandato del presidente in carica che, se non altro per motivi di carattere anagrafico, si auspica non venga riconfermato nell’ incarico, gli scriventi chiedono che al vertice del nostro Parco venga finalmente nominato un profilo che possegga realmente i requisiti minimi richiesti in considerazione anche che ai sensi della stessa Legge citata il presidente non solo è il rappresentante legale dell’ Ente ma ne coordina le attività e adotta i provvedimenti urgenti portandoli successivamente alla ratifica dell’organo consiliare ed in situazioni emergenziali, come quella dell’incendio devastante che ha colpito la nostra montagna, solo il possesso di adeguati know how e background avrebbe permesso la adozione di seri provvedimenti.

Innanzitutto come abitanti e votanti del PNM chiediamo che il prossimo presidente non venga scelto solo sulla base delle solite alchimie politiche locali o, ancor peggio, scegliendo tra politici o ex politici esclusi da altre cariche, pretendiamo invece che sia una persona che sappia coniugare una reale e documentata cultura ambientale con una indispensabile conoscenza del nostro territorio e delle regole democratiche e di governo della Pubblica Amministrazione.

Potremmo fare diversi nomi di persone adatte a ricoprire il ruolo di Presidente del Parco e siamo pronti a presentare le nostre proposte a dimostrazione che queste competenze esistono veramente anche in ambito regionale, perché dopo il disastro dei roghi non possiamo permetterci ulteriori passi falsi per il PNM, bene comune di tutte e di tutti”.

Di Franco Iezzi questo giornale ha detto tutto quello che c’era da dire dal 2011: abbiamo fatto parlare le poiane  e le linci del Parco, avevamo divulgato l’ordine del giorno dei cervi del Parco Majella; persino le talpe abbiamo aspettato che uscissero dalle loro tane per registrare il loro malumore sul presidente; stavamo prima di tutti dalla parte degli orsi, addirittura abbiamo riportato il colloquio tra un orso e il suo uccisore stando, noi e non altri, dalla parte dell’orso per vedere cosa si prova a morire per un boccone avvelenato o una scarica di pallettoni; abbiamo detto come Iezzi ha ridotto l’Abbazia celestiniana; abbiamo sottolineato che uno che fa il “Parco fluviale” del Vella non può fare poi il Presidente di un parco nazionale; che uno che fa il direttore di un nucleo industriale non può avere preparazione eco-naturalistica; che uno che costituisce l’anima dirigistica di una banca, peraltro fusa in senso a-tecnico (cioè non solo fusa nella BPL, ma proprio fusa perché dissestata al punto da essere commissariata da Bankitalia) non può essere attento ai temi della ecologia; che gli eco-sistemi non si tutelano trasportando i camosci in elicottero perché i poverini se ne tornano… a zampe levate dove stavano, attraversando mille pericoli da Secinaro a Roccamorice (magari il più grosso incubo sarebbe quello di vedersi parare davanti, al termine del percorso, gli assessori regionali Mazzocca e Di Matteo, quando i poverini avevano pensato che l’epoca dei dinosauri fosse finita); che uno che è stato animatore di una cantina per il lancio del vino in America, poi arrivata al fallimento (Vinicola peligna) non può lanciare droni per l’eco-sistema e allestire un numero da Dottor Stranamore in una conferenza stampa.

Ma, ahimè, in tutta questa difesa dell’ecologia, non abbiamo sentito una sola di queste associazioni che ci facesse… eco. Sempre silenzio assoluto, tanto che qualche nostro lettore amico ci ha chiesto se non fossimo solo noi ad avercela con Franco Iezzi. A parte che se ce l’avessimo personalmente con Franco Iezzi non sarebbe nulla di strano, perché uno che alle prime critiche ti risponde che sono frutto di “non so quanto confessabili motivi” e poi, all’annuncio che un’altra affermazione del genere lo avrebbe proiettato subito in un’aula di tribunale, si sta zitto, merita anche di essere trattato per quello che è; uno che si nasconde dietro il nick-name “dicolamia” e insolentisce un mite assessore comunale come Cirillo per poi entrarci veramente in aula di tribunale, da imputato, e strappare un’archiviazione, merita anche di peggio.

Allora, se invece di essere solo “Il Vaschione” a cantarla a Franco Iezzi, fossero stati cantori tutti i comitati e le associazioni (esclusa “Giustizia per il Morrone”, che è nata adesso), forse questo presidente gli animali del Parco se lo sarebbero tolti dal groppone diversi anni fa; e avremmo evitato le sagre paesane mentre un orso moriva a fucilate a otto chilometri da Piazza XX Settembre; e l’esposizione dei caciocavalli nell’abbazia che magnifica Celestino; e la performance del dott. Stranamore nell’ultima conferenza stampa; insomma, l’auspicio di mandarlo in panchina ai giardini pubblici si sarebbe trasformato in realtà.

Adesso qualche eco si comincia a sentire e le nostre critiche non finiscono nel vuoto assoluto; speriamo che non sia necessario un altro incendio per focalizzare l’obiettivo sulle capacità di un presidente di parco nazionale; speriamo anche noi che a presiedere il Parco Morrone-Majella sia chiamato qualcuno che non sia “manager prestato alla politica”, ma autorevole conoscitore della natura e del modo di amministrarla. Saremmo felicissimi di fargli… eco.