E DOPO IL SINDACO DI PRATOLA, LA SENATRICE E IL SINDACO DI SULMONA COSA DICONO DELLA A25?

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SORPRENDENTE SILENZIO MENTRE IL “COMMISSARIO AI RINFORZI” PREPARA LE RUSPE

2 DICEMBRE 2021 – La sen. Gabriella Di Girolamo enuncia gli obiettivi che la Commissione trasporti del Senato si è dati in vista del 2030: ridurre del 50% gli incidenti stradali dovuti all’attraversamento della fauna elvatica. E azzerarli in vista del 2050. Dà ampio resoconto delle iniziative che sono state intraprese e che saranno perseguite.

La sen. Di Girolamo ha il compito ingrato di rimediare ai continui attacchi che sono stati sferrati nel tempo alla centralità del sistema viario e ferroviario della Valle Peligna, ben al di là della tematica dell’attraversamento della fauna selvatica. Deve rimediare agli affronti che a quella centralità sono stati allestiti dall’attuale senatore D’Alfonso, quando era presidente della Regione Abruzzo ed aveva in giunta l’assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo; entrambi hanno lavorato di lima per togliere a Sulmona la ferrovia e l’autostrada. E le dichiarazioni contenute nella lettera di risposta del commissario alle autostrade A24 e A25, Maurizio Gentile, alla sindaca di Pratola, Antonella Di Nino, sono la traduzione pratica di quello che si prevede per il tratto di autostrada attualmente esistente tra Bussi e Cocullo: cioè segare i viadotti da Pratola a Cocullo e chiudere la galleria Cocullo-Pescina, lasciando un segmento tra Pratola e Bussi solo per collegare il traffico della Valle Peligna (e quindi dell’Alto Sangro, della Valle Subequana, della Valle del Sagittario) a Bussi per arrivare poi a Roma con una mezz’ora in più di percorrenza. Gentile scrive che i viadotti saranno conservati, oppure demoliti e ricostruiti, solo se consentiranno il rispetto dei parametri di sicurezza.

Ma, al tempo stesso, se accantona per un attimo la tematica della protezione della fauna selvatica, la sen. Di Girolamo ha l’occasione di far parte della commissione più qualificata per discutere politicamente delle scelte per lo sviluppo e la modernizzazione della rete autostradale e della rete ferroviaria. Se un ministro, come Del Rio, disse chiaro e tondo, poco più di cinque anni fa, che la variante da Bussi a Collarmele non si giustificava e se i 5Stelle furono l’unica forza politica ad opporsi a tale scempio (proprio quando il sottosegretario socialista Nencini veniva a Sulmona per esaltarla) occorre chiarire quali elementi nuovi e convincenti si sono aggiunti oggi rispetto a quelli che tecnici dello stesso ministero avevano cinque anni fa. E allora sarebbe il caso che, dopo il sindaco di Pratola Peligna, il sindaco di Sulmona ponesse altre domande al sulmonese ing. Gentile. Per esempio, Gianfranco di Piero dovrebbe chiedere al commissario per la A24 e la A25 se la autostrada A25 è ancora considerata, come la considerava Del Rio, strategicamente essenziale ai fini della Protezione civile. Se, cioè, qualsiasi fosse il costo di manutenzione di questa autostrada, esso vada affrontato per garantire tempestività di intervento in una zona che è considerata sismica al massimo livello, come lo sono la Marsica e l’Aquilano. Potrebbe chiedere una risposta chiara non già sulla corrispondenza tra la resistenza di una autostrada in Val Padana e la A25 (perché anche un iscritto al primo anno di ingegneria potrebbe rispondere), ma sulla possibilità tecnica, a prescindere dai costi, di conservare un collegamento autostradale. Non vogliamo sapere se le opere di rinforzo saranno pagate dai pedaggi per i prossimi cinquanta o cento anni (per questo ci rivolgeremmo ad un ragioniere), ma se, con la spesa rapportabile a quella che si sta affrontando nei pressi dell’Aquila, la Valle Peligna sarà collegabile celermente con Roma per far passare i mezzi di soccorso che sono passati sulla A24 per il post terremoto del 6 aprile 2009. Costi quel che costi, come dice il presidente del consiglio dei Migliori, mutuando con stanca imitazione la terminologia anglosassone. Possibile che il sindaco della città più coinvolta in questo forsennato piano di isolamento della Valle Peligna non prenda carta e penna neppure dopo che l’iniziativa è stata adottata dalla sindaca di Pratola Peligna?

E se il sindaco di Sulmona non scrive e non va a trovare collegamenti politici adeguati, mantenendosi in linea con la tradizione degli ultimi sindaci (ma non è detto che si debba sempre riprendere il peggio dei predecessori) la sen. Di Girolamo non può prendere a sua volta l’iniziativa? Gli incidenti stradali vanno ridotti, certamente, anche se non si raggiungerà mai la quota zero, se non altro perché una parte di essi è determinata dal fattore umano e non c’è bisogno di fare ponti o rotonde o sopraelevazioni per impedirli. Ma una commissione parlamentare dedicata ai trasporti non deve prima di tutto considerare una strategia affinchè la rete autostradale e quella ferroviaria nazionale abbiano una logica e un valore sociale? E su questo la sen. Di Girolamo non dice ancora cosa sta facendo, se sta facendo.

Poi se tra il sindaco e la sen. Di Girolamo qualcuno prenderà per primo la iniziativa non si rischierà certamente un ingorgo e non ci saranno problemi di diritto di… precedenza.

La questione dei ponti in Abruzzo fu oggetto di riflessioni di Ennio Flaiano, pendolare di eccellenza tra Pescara e Roma. E dal suo tempo sembra non sia cambiato nulla.

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