AULENTISSIMA ROSA DONATA DA SPIRITI CIVICI

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ALLA VILLA COMUNALE UN REVIREMENT DOPO LE DEVASTAZIONI

22 MAGGIO 2024 – Dalle chiacchiere ai fatti; dalle devastazioni all’accrescimento delle piccole, grandi cose belle. E’ il filo rosso che lega, per contrasto, quello che il Comune non ha fatto (nel corso di almeno cinque lustri, per la verità) e quello che la spontanea iniziativa di spiriti civici ha fatto negli ultimi mesi; e tra quello che il Comune ha fatto devastando e quello che, con pazienza e senza pretese, hanno compiuto  i frequentatori della villa comunale. Ad incominciare dall’edicolante di Piazza Tresca, che, coordinandosi con un’anima bella che adesso non c’è più, ha fatto crescere questa pianta di rose. L’anima bella, un contadino ospite della casa di riposo del Vescovado, aveva fornito la sapienza sgorgata da decenni di pratica di piante, erbe e sementi. L’edicolante ne aveva fatto tesoro e questa bellissima e profumata rosa è il frutto di tanta applicazione, accanto ai viali di ingresso e sullo sfondo del busto di Carlo Tresca. Senza progetti faraonici e soprattutto senza tagli dissennati, quelli che sono stati interrotti quando della villa quasi centenaria stava per essere fatta terra bruciata.

“Rosa fresca aulentissima”, del poeta Cielo d’Alcamo che richiamava indirettamente le Costituzioni di Melfi e si rifaceva, nel XIII secolo, alla Scuola letteraria siciliana, emanazione della Magna Curia di Federico II e di suo figlio Manfredi.

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