IL GIUDIZIO SUL MUSEO DI OVIDIO DA UNA PROSPETTIVA PIU’ ALTA DEL CAMPANILE

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LE FINTE INAUGURAZIONI VENGONO AL PETTINE MENTRE IL SINDACO SI IMPAVONISCE DEI MERITI DI TRINITARI E LAURETANI

2 APRILE 2024 – Mentre il sindaco Di Piero dettava i toni del trionfo turistico per la settimana santa a Sulmona, Manlio Lilli su “Il Fatto Quotidiano.it” riepilogava le tappe della debacle del “museo di Ovidio” (nella foto del titolo e in basso) all’ex convento di Santa Caterina: “Più di 1 milione di stanziamenti e due inaugurazioni in 8 anni, ma ancora nessuna apertura” era il titolo di ieri, colpo allo stomaco per Di Piero che giusto un anno fa ha allestito la finta, seconda inaugurazione.

“Il Fatto” riferisce anche che “il coordinatore scientifico del museo, Raffaele Giannantonio, “svolge la sua attività in regime volontario””, ma non era al corrente di un retroscena che, stando all’ombra del campanile dell’Annunziata, “Il Vaschione” aveva denunciato per tempo: che, cioè, quel “coordinatore scientifico” è stato anche l’autore del progetto per “Sulmona capitale della cultura”, con un esito disastroso rispetto alle stessa Pescina, dopo uno sproloquio sul “futuro senza tempo”. Ma tant’è: a Sulmona basta dichiararsi “volontario” per beneficiare di una sorta di pregiudizio favorevole e addirittura, nel caso specifico, essere designato dal sindaco in persona quale “coordinatore scientifico”, in modo da partecipare all’auto-incensatura durante il finto taglio del nastro a Santa Caterina. Del resto, anche questo abbiamo evidenziato quando scrivevamo che Giannantonio s’offriva tanto.

Stando sempre a quello che riferiscono alcune cronache, di solito attente a riportare il “pensiero” (vabbè…) della giunta e del sindaco, e a volte ad anticiparlo, Gianfranco Di Piero, evidentemente senza leggere “Il Fatto” perché da mane a sera si immerge nelle ottanta pagine del “Corriere della Sera”, parla di un modello nuovo: della “Pasqua di Sulmona”, che sarà il leit motiv di questo scorcio del suo mandato, e lo fa come se fosse stato partorito da una idea o solo da un sostegno del Comune; quindi, come se i 10.000 in Piazza Garibaldi fossero la conseguenza della riapertura del parcheggio sotterraneo (con l’applicazione di quattro ferri che andavano applicati il giorno dopo l’elezione del sindaco, se si voleva dare un segnale di discontinuità con il disastro firmato Casini); o dello spargimento di piante ed erba davanti all’Annunziata.

E “Il Fatto Quotidiano” non ha messo in evidenza (proprio perché la redazione non si trova all’ombra del campanile dell’Annunziata) che il sindaco Di Piero non solo fa inaugurazioni-burla, ma si guarda bene dal partecipare all’evento-clou della galassia del Bimillenario della morte di Ovidio con la presentazione di un secondo titolo delle “Metamorfosi” nella collana dei “Millenni” della Einaudi, portato proprio al teatro di proprietà del Comune.

Così, se la Pasqua corre sulle gambe dei lauretani e non ha bisogno di nessuna “invenzione” o “scoperta” o valorizzazione del Comune, Ovidio non riesce ad avere un museo che funzioni, seppure sia stato inaugurato già due volte. Bella figura nazionale per questa amministrazione comunale, se solo si leggono, con il filtro della realistica analisi di giornali distaccati, le trionfali rivendicazioni di questo sindaco che legge troppo il Corriere della Sera (e neanche sa rifletterci a sufficienza da trovarvi spunti per il servizio da fornire alla città).

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